Cosa rende possibile il rapporto tra un uomo e una donna?

Al di là di una visione romantica del rapporto sessuale come l’unione di due che fanno uno, secondo lo psicoanalista francese J. Lacan, nel rapporto sessuale resta la divisione tra due forme di godimento distinte, dove ognuno gode per conto proprio.

“Il rapporto sessuale non esiste”, scriveva, non intendendo certamente negare l’unione dei corpi, ma che questa unione non fa il rapporto.

“Non esiste rapporto sessuale” apre le porte alla questione delle inevitabili difficoltà di conciliare due mondi e due modi differenti di vivere il desiderio e l’amore che i soggetti coinvolti portano con sé.

In che modo il maschile e il femminile fanno i conti con questa inconciliabilità?

Possiamo dire che l’uomo è catturato da pezzi di corpo della donna, che si sono installati come oggetti causativi del suo desiderio già nell’infanzia. E’ il carattere feticistico del desiderio maschile, che punta all’avere, al riappropriarsi di quell’oggetto dal quale ci si era dovuti originariamente separare, la madre. E’ la necessaria presenza di quei dettagli che orchestrano il suo desiderio, mettendo così la donna sul lato dell’avere. 

La donna punta invece all’amore, al segno. La donna domanda parole che le indichino di essere l’oggetto del desiderio e dell’amore di un uomo. Una domanda d’amore che sembra non riuscire mai completamente ad appagarsi: “mi ami??”

Una domanda che può talvolta essere insistente e divenire fonte di devastazione perché attraverso l’amore la donna può trovare quell’argine al senza limite che caratterizza il godimento femminile.

Molti lamenti delle donne, relativi al sentirsi usate, messe nella posizione di puro oggetto del godimento dell’uomo trovano origine in questa difficoltà del femminile di conciliare la ricerca del segno con un desiderio maschile che sembra invece puntare solo al godimento.

Da un lato dunque il godimento, dall’altro per lei, il segno d’amore. Due strade che sembrano destinate a non incontrarsi mai. 

Ma cosa renderebbe allora possibile questa unione tra i sessi? L’amore. 

L’amore può fungere da supplenza, può rendere cioè possibile il rapporto tra un uomo e una donna, consentire l’annodamento tra desiderio e godimento.

A differenza del godimento, che si muove nell’anonimato, l’amore è legato all’unicità e all’insostituibilità dell’amato, che rende anche il suo corpo, il suo divino dettaglio, non più anonimo, ma unito ad un nome. Desiderio e godimento non sono più in opposizione ma si legano nell’amore.

Amare è amare l’altro nella sua differenza, amarlo non per le sue doti, non per quello che ha, ma per il suo essere, il suo modo unico di essere.

La possibilità di stare insieme non è allora quella di due che fanno uno, non è l’appropriazione o l’abolizione di quello che dell’altro sembra ogni volta sfuggirci, ma quella di amare l’altro come altro, non il miraggio del rispecchiamento, non l’amore come completamento, ma l’amore per quell’alterità irriducibile che rende l’amato unico, amato per quel mistero che incarna e che scava in noi la mancanza.

E’ la mancanza che fa segno d’amore, nella domanda d’amore si domanda essenzialmente di mancare all’altro, che l’altro ci mostri il segno della sua mancanza. Esiste allora nell’amore, quando c’è, la possibilità di uscire dalle maglie della ripetizione, dagli abbagli del narcisismo, dall’illusione che l’altro possa darci ciò che ci manca, per approdare alla possibilità di stare con l’altro a partire da ciò che l’altro non ha.  

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